I profumi della terra: sappiamo ancora riconoscerli?

Ci sono profumi che non hanno bisogno di presentazioni.
Il pane appena sfornato, un pomodoro maturo, una pesca, il basilico, l’uva…

Eppure oggi capita sempre più spesso di prendere in mano un alimento, avvicinarlo al naso e pensare:

“Ma dov’è finito il suo profumo?”

Da questa semplice domanda nasce una riflessione sui profumi del cibo, della terra e forse anche sul nostro modo di scegliere ciò che portiamo in tavola.

Sarà capitato anche a voi di sentire improvvisamente un profumo.

A me capita spesso.

Arriva così, senza preavviso.

A volte ho quasi la sensazione che sia appena passata una persona accanto a me. Mi giro… e non c’è nessuno.

Ma qui entreremmo un po’ nel mistero 😂 e magari un giorno ne parleremo.

Oggi, invece, voglio raccontarvi di profumi molto più semplici.I profumi della terra.

Quante volte vi è capitato di prendere in mano un pomodoro, una pesca, una fragola o un’arancia e cercarne quasi istintivamente il profumo?

E quante volte avete pensato:

“Ma non sa di niente…”

A me capita.

E non parlo soltanto del sapore.

Parlo proprio di quel profumo che una volta sembrava arrivare prima ancora di assaggiare qualcosa.

Pensate al pane.

Una volta bastava passare la mattina presto vicino a un panificio.

Non serviva leggere l’insegna.

Lo sapevi che lì stavano facendo il pane.

Era il profumo a dirtelo.

Quel profumo caldo che usciva dalla porta e arrivava sulla strada.

Oggi, invece, qualche volta sembra più difficile incontrare questi profumi.

E non sto facendo una distinzione tra supermercato e piccolo negozio.

Anzi, pensate proprio a un piccolo negozio di alimentari.

Entrando dovremmo quasi essere accolti da un insieme di profumi: quello della frutta, della verdura, del pane, dei formaggi, delle erbe aromatiche…

Profumi diversi che si mescolano e che, ancora prima di guardare gli scaffali, ci fanno capire dove siamo.

E invece a volte entriamo e quel profumo non c’è.

Non è una questione di grande o piccolo.

È proprio questo che mi incuriosisce:

dove sono finiti certi profumi?

Forse dipende dalle varietà che scegliamo di coltivare.

Dai tempi di raccolta.

Dal viaggio che devono affrontare prima di arrivare sulle nostre tavole.

Dalla conservazione.

E forse un po’ anche da noi, che ci siamo abituati ad avere quasi tutto, in qualsiasi periodo dell’anno.

Oppure siamo cambiati anche noi e abbiamo semplicemente smesso di farci caso?

E allora mi viene da pensare che forse dovremmo ricominciare anche da un gesto piccolissimo.

Annusare.

Annusare un pomodoro prima di tagliarlo.

Una pesca prima di mangiarla.

Un mazzetto di basilico appena raccolto.

Il pane quando è ancora caldo.

Perché il profumo non è soltanto qualcosa di piacevole.

A volte ci racconta da dove viene ciò che stiamo per mangiare.

E altre volte apre davvero un cassetto della memoria.

Un profumo e improvvisamente torna una cucina.

Una tavola.

Una persona.

Un’estate.

Una casa.

Forse alcuni profumi non sono scomparsi completamente.

Forse dobbiamo soltanto ricominciare a cercarli.

E forse scegliere ciò che portiamo sulla nostra tavola significa anche questo: tornare a usare tutti i nostri sensi, non soltanto gli occhi.

🌱 E voi? Qual è un profumo del cibo o della terra che ricordate benissimo e che oggi fate più fatica a ritrovare?

Rosarina Sara Rocca



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